La fama della IªA è nota a tutti i professori della scuola: i ragazzi gridano e si distraggono, rendendo impegnativo lo svolgimento di quasi tutte lezioni. Tutte, tranne una: quelle dell’insegnante di storia, capace di coinvolgerli raccontando il passato tramite riferimenti alla realtà e al mondo che li circonda. Un giorno la professoressa comincia a parlare agli alunni del suo grande maestro e ispiratore, don Lorenzo Milani. Racconta loro la storia della sua vita: dalla nascita in una famiglia agiata agli studi di pittura, dalla conversione fino all’esilio nella piccola frazione di Barbiana, a pochi chilometri da Firenze, nel dicembre del 1954.
Proprio in quel piccolo paese di montagna don Milani decide di fondare la scuola di Barbiana, destinata ai poveri, ai ragazzi espulsi dalle scuole, ai figli dei contadini: «gli ultimi». Una scuola in cui ognuno di loro trova spazio e ascolto, perché proprio gli ultimi meritano la massima attenzione. La scuola di Barbiana è un vero e proprio luogo collettivo, inclusivo e democratico, nata con l’obiettivo di garantire a tutti il diritto all’istruzione, aperta 365 giorni l’anno, dalla mattina al tramonto. La regola principale della scuola è una sola: chi sa di più aiuta e sostiene chi sa di meno.



