Di fronte alla prepotenza del fascismo Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, è fra i primi e fra i pochi che si ribellano fondando il Gruppo scout clandestino delle Aquile Randagie, che guida ininterrottamente per 17 anni. In un contesto violento e ostile difende strenuamente i valori di giustizia, verità e libertà; sopporta sulle proprie spalle le traversie delle AR, patendo anche la violenza fisica dei fascisti e, nell’ora più buia della guerra, silenziosamente, mette a rischio la propria incolumità salvando molte vite. Dopo la Liberazione promuove la rinascita dello scautismo italiano continuando a dedicarsi intensamente alla formazione degli Scout, fino alla prematura dipartita. Sostenuto da una solida fede in Dio e dotato di una fortissima personalità, la sua è un’esistenza votata all’amore per il prossimo, per i giovani, per lo scautismo.
«Non è giusto, e noi non lo accettiamo, che ci venga impedito di vivere insieme, secondo la nostra legge: legge di lealtà, di libertà, di fraternità. Noi continueremo a fare del nostro meglio, per crescere uomini onesti e cittadini preparati e responsabili».



